Analisi della muffa nell’aria: come funziona il controllo professionale degli ambienti

La muffa non è sempre visibile.
In alcuni casi si manifesta con macchie scure sulle pareti, condensa o cattivi odori, mentre in altri può essere presente nell’ambiente sotto forma di spore aerodisperse senza lasciare segnali immediatamente riconoscibili sulle superfici.
Quando si sospetta un problema, affidarsi a un controllo professionale della muffa nell’aria permette di raccogliere informazioni utili sulle condizioni dell’ambiente e di capire se esistono fattori che possono favorirne la formazione.
Il servizio non consiste semplicemente nell’osservare una parete, ma nella valutazione complessiva dell’ambiente attraverso sopralluogo, misurazioni di temperatura e umidità e specifici test di campionamento dell’aria.

Come si controlla la presenza di muffa nell’aria

Uno dei sistemi utilizzati per effettuare uno screening ambientale prevede l’impiego di piastre con terreno di coltura.
Durante il sopralluogo il professionista individua i locali e i punti più significativi nei quali effettuare il controllo.
Le piastre vengono quindi aperte e lasciate esposte all’aria per il tempo previsto dalla procedura, generalmente circa due ore.
Durante questo periodo le particelle biologiche e le spore eventualmente presenti nell’aria possono depositarsi sul terreno nutritivo.
Terminata l’esposizione, le piastre vengono richiuse e conservate secondo le indicazioni previste dal metodo utilizzato.
Nei giorni successivi l’eventuale sviluppo di colonie permette di ottenere indicazioni sulla presenza di microrganismi aerodispersi.
La valutazione viene normalmente effettuata dopo circa 10 giorni, osservando e confrontando lo sviluppo delle colonie sulle diverse piastre.

Perché affidare il controllo a un professionista

Il risultato di un campionamento può essere influenzato da molti elementi.
Non è sufficiente aprire una piastra in una stanza e attendere alcuni giorni: è importante scegliere correttamente dove effettuare il test e mantenere condizioni il più possibile coerenti tra i diversi ambienti.
Tra i fattori che possono incidere sul risultato troviamo:

  • posizione della piastra;
  • durata dell’esposizione;
  • ventilazione del locale;
  • apertura di porte e finestre;
  • presenza di persone o animali;
  • temperatura interna;
  • livello di umidità;
  • caratteristiche dell’ambiente.

Il professionista gestisce il campionamento secondo una procedura definita e interpreta il risultato insieme agli altri elementi rilevati durante il sopralluogo.
Questo permette di ottenere un quadro molto più utile rispetto a un semplice test eseguito senza una valutazione dell’immobile.

Il controllo può essere effettuato in più stanze

Quando la muffa compare in un punto della casa non significa necessariamente che il problema sia limitato a quella zona.
Per questo può essere utile effettuare il controllo in più ambienti e confrontare i risultati.
Il campionamento può interessare, ad esempio:

  • camera da letto;
  • soggiorno;
  • cucina;
  • bagno;
  • cameretta;
  • locale nel quale è maggiormente evidente il problema.

Il confronto tra più stanze consente di capire se la presenza di microrganismi sembra concentrata in un singolo ambiente oppure se il fenomeno è più diffuso.

Controllo di temperatura e umidità

La verifica della presenza di muffa nell’aria viene affiancata dalla misurazione termoigrometrica degli ambienti.
Temperatura e umidità relativa sono infatti due parametri fondamentali per comprendere le condizioni nelle quali può svilupparsi la muffa.
Un locale con elevata umidità, superfici fredde e scarso ricambio d’aria può favorire la formazione di condensa sulle pareti e creare le condizioni adatte alla proliferazione delle colonie fungine.
Durante il sopralluogo possono quindi essere controllati:

  • temperatura interna;
  • umidità relativa;
  • presenza di condensa;
  • eventuali pareti o angoli particolarmente freddi;
  • locali con umidità più elevata;
  • possibili condizioni favorevoli alla formazione di muffa.

Come riferimento generale, negli ambienti domestici è preferibile mantenere l’umidità relativa indicativamente tra il 40% e il 60%.
Valori frequentemente superiori al 60-65%, soprattutto in presenza di pareti fredde o scarsa ventilazione, rappresentano una condizione che merita attenzione.

Muffa visibile e spore nell’aria

La presenza di macchie sulle pareti è solo uno degli elementi da valutare.
Una superficie apparentemente pulita non esclude automaticamente la presenza di spore nell’aria e, allo stesso tempo, una piccola macchia localizzata non significa necessariamente che tutto l’appartamento presenti lo stesso livello di contaminazione.
Per questo il professionista valuta insieme diversi aspetti:

  • condizioni delle superfici;
  • presenza di condensa;
  • livello di umidità;
  • temperatura degli ambienti;
  • eventuale presenza di spore aerodisperse;
  • distribuzione del problema nei diversi locali.

L’insieme di questi dati permette di avere una visione più completa della situazione.

Quando è consigliato effettuare un controllo della muffa

Un controllo professionale può essere utile quando:

  • compare muffa sulle pareti o negli angoli;
  • sono presenti macchie dietro mobili o armadi;
  • si avverte un persistente odore di muffa;
  • si forma frequentemente condensa sui vetri;
  • alcuni locali risultano particolarmente umidi;
  • la muffa ricompare dopo essere stata pulita;
  • si vuole verificare la situazione dopo un trattamento o una bonifica;
  • si desidera confrontare le condizioni di più ambienti della stessa abitazione.

Il controllo può essere utile anche quando non sono ancora presenti macchie evidenti ma esistono condizioni ambientali che fanno sospettare un problema di umidità o di proliferazione fungina.

Capire perché si forma la muffa

Individuare la presenza di muffa è importante, ma il passaggio successivo è cercare di comprendere la causa del problema.
La formazione della muffa può infatti dipendere da diversi fattori:

  • elevata umidità interna;
  • scarso ricambio d’aria;
  • ponti termici;
  • pareti fredde;
  • infiltrazioni;
  • perdite d’acqua;
  • umidità proveniente dalle strutture;
  • ventilazione insufficiente;
  • combinazione di più cause.

Pulire semplicemente la macchia visibile senza individuare la causa può risolvere il problema solo temporaneamente.
Se le condizioni che hanno favorito la formazione della muffa rimangono inalterate, infatti, il fenomeno può ripresentarsi.

Cosa comprende il servizio professionale

In base alle caratteristiche dell’immobile e alla situazione riscontrata, il servizio può comprendere:

  • sopralluogo degli ambienti;
  • valutazione visiva delle zone interessate;
  • controllo di eventuale condensa e umidità;
  • misurazione della temperatura e dell’umidità relativa;
  • scelta dei punti nei quali effettuare il campionamento;
  • posizionamento delle piastre di controllo;
  • gestione dei tempi di esposizione;
  • verifica successiva dello sviluppo delle colonie;
  • confronto dei risultati tra i diversi ambienti;
  • indicazioni sulle condizioni che possono favorire il problema.

Il cliente non acquista quindi semplicemente un test, ma un servizio di controllo e valutazione professionale dell’ambiente.

Quando può essere necessario un approfondimento di laboratorio

Il controllo mediante piastre rappresenta uno strumento di screening ambientale e può fornire indicazioni sulla presenza relativa di colonie sviluppate nei diversi ambienti.
Non deve però essere confuso con un’analisi microbiologica completa di laboratorio.
Quando è necessario identificare con precisione specifiche specie fungine oppure ottenere risultati con particolari finalità tecniche, amministrative o giudiziarie, possono essere necessari campionamenti e analisi effettuati da laboratori specializzati.
Sulla base di quanto rilevato durante il sopralluogo, il professionista può indicare se siano opportuni ulteriori approfondimenti.

Prima di eliminare la muffa bisogna comprenderne la causa

Quando compare una macchia di muffa, intervenire immediatamente con detergenti o pitture antimuffa può sembrare la soluzione più semplice.
In realtà, eliminare soltanto ciò che è visibile non significa necessariamente aver risolto il problema.
Un controllo professionale della muffa nell’aria e delle condizioni termoigrometriche permette di partire da dati concreti, confrontare diversi ambienti e individuare eventuali condizioni favorevoli alla proliferazione delle muffe.
Solo dopo aver compreso meglio la situazione è possibile valutare l’intervento più adatto, con l’obiettivo di affrontare non soltanto l’effetto visibile ma anche le possibili cause che lo hanno generato.

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